George Steiner tocca in Grammatiche della creazione (Garzanti, 2003) molti temi. Ma il filo del suo discorso mi è sembrato, in sostanza, lo stesso della sua opera più nota, Vere presenze (1986): la creatività umana, anche se spesso aspira a proclamarsi autonoma, non lo è affatto. Malgrado tutti i tentativi di spogliarla di vincoli oggettivi tramite teorie del linguaggio, decostruttivismi e altro ancora, ha sempre dietro un referente reale (una presenza vera). Anzi, senza una grammatica codificata nel reale, non c'è creatività.hollaka hollala
blago bung
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bosso fataka
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